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Candida Ferrari | Simbiosi

Quasi come un albero luminoso, l’opera di Candida Ferrari restituisce il principio vitale che compenetra l’universo. Compone, infatti, un’alta struttura metallica in cui pali sottili si dispongono prima a cerchio per poi aprirsi, come la corolla di un fiore, in bracci e petali di plexigas colorati. La lunga stele da cui si diramano è ieratica e lineare, quasi l’astrazione di un riverbero cinetico che troverà nella sinuosità successiva il suo compimento definitivo. Potenza e atto convivono per esprimere l’impulso innato della forma dalla stasi al movimento, dall’assenza di colore all’armonia del rosso e del blu, del verde e del viola.

Ma la simbiosi ci indica anche una intenzionalità di alleanza imprescindibile con la natura, senza possibilità di scindersi da lei. Perché anche la Natura è un’artista, come ci ha insegnato Emily Dickinson: “Noi passiamo, e lei lascia fare./ Coniughiamo la Sua Arte/ mentre Lei crea e unisce/ senza bisogno di una sillaba”. L’energia non si consuma mai, ma passa da una dimensione all’altra; bisogna solo attendere che si traduca in azione, in nascita, e in una nuova occasione di essere.

Biografia

Candida Ferrari

Nasce a Parma, e vive e lavora tra la sua città d’origine e Milano.

Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano con Guido Ballo.

Dal 1972 espone in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, curate e presentate da importanti critici, quali, tra gli altri, A. C. Quintavalle, R. Tassi, L. Caramel, A. Bonito Oliva, D. Palazzoli, W. Guadagnini, G. Cavazzini, V. Biasi, S. Provinciali, G. Bonomi.

Ha sempre lavorato proiettata verso il futuro, realizzando dipinti ed utilizzando materiali che oggi sono considerati all’avanguardia, ma che lei ha elaborato fin dai suoi esordi.

Si parla spesso, e giustamente, di trasparenze delle plastiche, dei plexiglas e dei fogli di acetato. I suoi lavori vanno però visti con palato fine, percependo anche le ombre che si creano dalle sovrapposizioni e dalle pieghe, ma soprattutto assaporando i quasi invisibili segni che si creano sulla superficie, sapientemente dipinta ed elaborata. Ecco che allora si sviluppano una miriade di colori in un arcobaleno cangiante in base all’angolo dello sguardo.

Lo spettatore diviene quindi protagonista, coi suoi movimenti, con la sua capacità percettiva e con i suoi pensieri, che gli permettono di “vedere” la vera energia che queste opere trasmettono.

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